Mandalay – Myanmar 

Prima ancora del nostro arrivo, il Myanmar ci avvisa “ragazze take it easy” il nostro aereo per Mandalay – Myanmar all’aeroporto Don Mueng di Bangkok partirà con un ritardo di un’ora! Va bene abbiamo capito, non c’è problema siamo in vacanza arriveremo quando arriveremo!

Con questo stato d’animo Mandalay – Myanmar ci accoglie a braccia aperte, o meglio ad orecchie aperte tra i suoni dei suoi clacson! Le cose devono essere cambiate un bel po’ dall’epoca della mia guida lonely planet e del libro passeggiate birmane, che riportano quale mezzo di trasporto principale  la bicicletta!  Orde di motorini, auto, minivan,  pic up invadono le carreggiate senza nessun tipo di segnaletica semaforo o simile, vanno lenti e sempre costanti, vige la legge del clacson e del più grosso e spesso restano bloccati negli incroci!

In realtà il nostro arrivo di domenica ha avuto un impatto più soft, ci accorgeremo di tutto questo solo i giorni seguenti!

Comunque con molta calma arriviamo al nostro albergo (Hotel 8), prendiamo informazioni e dépliant alla reception e, mentre ci riposiamo in camera in una mezz’oretta decidiamo il programma delle nostre due giornate (strette) in Mandalay – Myanmar.

Manca poco al tramonto e non resta altro da fare se non chiamare un taxi per farsi portare direttamente in cima alla Mandalay hill,  non abbiamo ne tempo, ne fiato e, fa pure troppo caldo anche solo per pensare di prendere una bici e fare gli scalini della collina! (avendo avuto più tempo, comunque non sono certa che avrei avuto il coraggio di buttarmi in quel traffico con una bici, anche se qualche turista temerario si incontra sul piccolo mezzo a pedali!)

Sul tempio in cima alla collina oltre alla foschia che avvolge il paesaggio e ci impedirà di godere del rosso del tramonto, ci attende la prima vera esperienza birmana…

vista dalla Mandalay hill Mandalay - MyanmarMentre siamo intente a leggere la guida  aspettando il tramonto sedute appoggiate ad una colonna un po’ spostate dalla folla, un gruppetto di ragazzini si avvicina chiedendo se potevano fare conversazione con noi per fare pratica di inglese, si siedono tutti intorno a noi e cominciano a fare domande e noi a farne a loro. Sono tutti della stessa classe di inglese e tra loro c’è anche un monaco (il meno loquace di tutti) tutti provenienti da diverse parti del paese per lavorare o studiare a Mandalay – Myanmar. Il più loquace lavorava alla reception di un albergo, ma siccome non può importunare più di tanto i suoi ospiti, viene al tempio per chiacchiere coi turisti e sapere dei loro paesi! Ci hanno intrattenute fin dopo il tramonto poi ci siamo dovute licenziate il nostro tassista ci aspettava per riportarci all’albergo! Però sorpresa, molto gentilmente, sapendo che eravamo arrivate da poche ore, sulla strada del ritorno si ferma al tempio Kyauk Taw Gyi Pagoda (New Royal Palace) per farcelo vistare. Il tempio è aperto fino alle 20:30 per dar modo ai fedeli di andare a pregare e fare le proprie offerte.

Il nostro primo contatto col Buddhismo Theravada birmano. A quest’ora tanta gente entra al tempio acquista fiori o altri oggetti dalle bancarelle lungo il porticato di accesso (bancarelle per i fedeli non per turisti), va a fare la sua offerta e la sua preghiera poi torna a casa. Sono tutti vesti con gli abiti tradizionali soprattutto le donne, ma anche gli uomini hanno il longyi. Nel tempio si respira aria di sacralità non ci sono turisti oltre a noi che li osserviamo incantate andare e venire immersi nella loro routine di movimenti e preghiere. Una signora vedendomi ammirata dai suoi fiori bellissimi e profumati me ne vorrebbe dare uno, non me lo vuole vendere (come succederà nei templi più turistici di Bagan), me lo vuole dare solo per la loro innata propensione più al dare che al ricevere!!

Il mosto primo giorno o meglio pomeriggio a Mandalay – Myanmar ci lascia già innamorate di questa affascinante cultura.

Chi dice che Mandalay è una brutta città lo dice perché guarda l’oggetto città e non le persone che lo popolano!

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