Ritorno dalla Norvegia ai tempi del Coronavirus

Dopo aver pubblicato il post del difficile arrivo in Norvegia, considerata la situazione italiana in continuo peggioramento, non ho voluto pubblicare più niente per rispetto a coloro che erano chiusi in casa a forza, ma ora che mi trovo chiusa in casa anch’io, viaggiare nei ricordi  assume un’altra prospettiva e magari distrae un po’ anche tutti coloro che a casa sul divano si ammorbano nell’angoscia del non poter fare niente!

Per una volta pubblicherò a rovescio, partendo dal ritorno, a prova del fatto che effettivamente ora scrivo dal divano di casa! Poi con calma dal mio isolamento vi racconterò anche delle bellezze imperdibili della Norvegia, così ci distraiamo tutti!

Gran parte del post che racconta il ritorno dalla Norvegia verso l’italia l’ho scritto giorno per giorno descrivendo la surreale situazione che ci siamo trovati ad affrontare e che ora condivido con voi!

Se l‘arrivo in Norvegia è stato difficile, il ritorno dalla Norvegia si sta prospettando tre volte più difficile!! La vacanza prevedeva un soggiorno di una settimana da sabato a sabato, ma già da mercoledì 11 marzo sera cominciano i problemi e si può dichiarare conclusa la vacanza!

Ritorno dalla Norvegia mercoledì 11

Giovedì 12 avremmo dovuto effettuare il tour delle tanto agognate Lofoten, ma ci chiama l’agenzia locale per dire che gli autisti della compagnia si rifiutano di portare in giro gli italiani (siamo diventati gli untori), in alternativa ci propone un pulmino ed un auto a noleggio, ma di lì a poco scopriamo anche che il traghetto postale Hurtigruten non ammette a bordo passeggeri provenienti da una lista di nazioni (tra cui Italia) arrivati da meno di 14 gg….

Siamo saliti già su un Hurtigruten non meno di due gg fa!!! Ma questo non gli interessa minimamente, ora siamo gli appestati e quindi da oggi non ci voglio più!

Nel gruppo scatta il panico, dal titolo: “ED ORA COME ARRIVIAMO A  OSLO???”

Passiamo la serata a discutere sul da farsi, c’è chi vuole tornare a casa il più presto possibile, prima che tutti i mezzi pubblici si rifiutino di trasportarci e quindi vorrebbero prendere il primo volo disponibile la mattina successiva, chi invece, come me, che vorrebbe fare il giro delle isole e prendere il volo (sostitutivo dell’ Hurtigruten) nella serata, come da programma, mi trovo in assoluta minoranza, anzi probabilmente sono l’unica quindi non lo propongo nemmeno! Forse ancora non mi rendo conto dell’aggravarsi della situazione e del dilagare della pandemia e del difficile ritorno dalla Norvegia che mi aspetta.

Avventure nel mondo (Avm) al momento è già chiusa e ci rimanda la sostituzione del traghetto con l’aereo alla mattina successiva (giovedì 12 marzo). Intanto qui a Svolvaer si continua a discutere ipotizzando gli scenari più catastrofici che vanno, dall’essere messi obbligatoriamente in quarantena con mancato rimpatrio, al contattare la Farnesina per essere rimpatriati, ad affittare delle auto per arrivare a Bodø via terra anziché via mare o cielo, fino a tante altre ipotesi sterili dettate dal panico!!!!

Ritorno dalla Norvegia giovedì 12

La mattina dopo, giovedì 12 marzo ore 7.30am, Avm ci contatta e ci propone inizialmente il ritorno serale come da programma (anche loro non sembrano così preoccupati), ma la maggioranza vuole partire al più presto e così sia! Volo delle 10.30 prenotato e si va…

Comincia il calvario degli aeroporti, del bivacco nelle hall ed ai gate, tutto finalizzato al ritorno dalla Norvegia per rinchiudersi in casa propria il più presto possibile…

L’aeroporto  di Svolvær è davvero di dimensioni microscopiche, una sola hostess fa tutto da sola, i bagagli te li imbarchi praticamente da solo e per il ritiro te li vai a prendere dal carrello di scarico della stiva che fa la spola dal aereo ad una porta scorrevole…

Nell’attesa, la capogruppo cerca un albergo per la notte, con la paura però che quando si arrivi si possa essere messi in quarantena in quanto Booking notifica la possibilità di poter non essere accettati dalle strutture!!! Si opta quindi per una struttura cancellabile e ci si affida alla sorte! La sorte ci assiste e non si sa bene perché, ma i documenti in albergo non ci vengono chiesti, forse per evitare di doverci dire della quarantena (ma questa è solo un ipotesi), chissenefrega, basta che ci diate una camera!!!

La giornata che avremmo dovuto trascorrere a spasso per le Lofoten la trascorriamo invece a Bodø, una cittadina che meriterebbe la visita alla natura circostante, ma non ad essa stessa!  Qui c’è uno dei gorghi più grandi al mondo, ma con questo tempo (vento e neve) non vale la pena andare a cercarlo. La cattedrale di architettura moderna chiude alle 15 e troviamo la porta chiusa, l’esterno è terribile anche per me che amo l’architettura moderna, in conclusione ve la potete serenamente risparmiare!!!

Mentre passeggio tristemente sotto la bufera di neve, mi arriva la segnalazione della cancellazione del mio volo Monaco-Bologna!!! E ti pareva!!! Era già successo ad altri del gruppo il giorno prima o in mattinata, ora è il mio turno! Avviso subito Avventure perché mi trovino una riprotezione sperando di restare con destinazione Bologna, ma non sarà così, mi dirotteranno su Milano, con un ulteriore lungo calvario!

Ma torniamo a Bodø in cui l’unica cosa che si salva è il pittoresco porto, al quale tornerò almeno 4 volte in questa giornata grigia, ventosa e nevosa!  Qui, se siete siete fortunati, non solo metereologicamente, in fondo al molo su una roccia vicino al faro c’è un punto di avvistamento dell’aurora, così anche noi ci si apposta tra le 9.30pm e le 11pm in attesa che succeda qualcosa…. Qualcosa succede, ma le uniche a vederla sono le macchine fotografiche, l’intensità è piuttosto debole e ad occhio nudo non si vede niente, purtroppo. Resto appostata fino all’ultimo bagliore con la speranza che aumenti nonostante il freddo, sono ben vestita e finché la mano destra non si congela io non mollo! Pensando a quando tornerò in Italia e dovrò rinchiudermi in casa approfitto di tutti i momenti disponibili fino all’ultimo!!

Ritorno dalla Norvegia venerdì 13

Altro giorno, altro volo, altra angoscia di non essere imbarcati! Da Bodø dobbiamo arrivare a Oslo, l’aeroporto di Bodø è tutto automatizzato e dobbiamo fare tutto da soli con le macchinette, meglio così, in questo modo non ci sarà nessuno a dirci “non potere salire perché siete Italiani!”

Arriviamo ad Oslo e l’albergo scelto vicino all’aeroporto non fa nessun problema ad ospitarci, è semi vuoto e forse ci vede come una fonte di guadagno in un momento di difficoltà! tanto meglio!

Decidiamo di approfittare almeno di questo ultimo pomeriggio ad Oslo prendiamo il treno veloce flytoget, che dall’aeroporto in 20 minuti circa ci porta in centro per la modica cifra di  396Nok andata e ritorno (circa 36€ ai quali va aggiunto anche il bus per da albergo-aeroporto, 70 Nok a corsa). Comunque Oslo, anche solo per un pomeriggio con tutti i luoghi di interesse chiusi per Coronavirus, vale la giornata! Si comincia dal nuovo teatro dell’opera appena fuori dalla stazione centrale andando verso il mare, poi si torna in centro sulla via pedonale principale Karl Johans gate, per vedere la cattedrale (ovviamente solo da fuori, chiusa per Coronavirus), si continua verso la bellissima sede del parlamento, poi verso quella del municipio e il palazzo della consegna dei nobel per la pace, (ovviamente tutti chiusi per Coronavirus). Continuiamo ad esplorare il nuovissimo quartiere Aker Brygge lungo la banchina, dove da un lato ci sono le barche parcheggiate nel fiordo e dall’altra i palazzi moderni fino al  Astrup Fearnley Museum of Modern Art di Renzo Piano, ovviamente anche questo possiamo vederlo solo da fuori, ma va bene così, questi palazzi sono davvero bellissimi, in cielo splende un bel sole e anche se è comunque freddo ci si distrae un po’ dal pensiero fisso del Coronavirus, dei voli cancellati e degli italiani untori!!

Ci concediamo infine un’ultima cena e affinché sia degna di tale nome scegliamo Pipervica e mangiamo pesce con vista mare sul porto, una bella selezione di affumicati, qualche classico fish and chips, la tipica zuppa e altre specialità locali! lo chef propone anche pesce fresco scelto al bancone e cotto al momento, il servizio non è proprio performante, ma ci siamo solo noi e tutto sommato non ci lamentiamo!

Sulla strada del ritorno verso l’albergo ci fermiamo all’aeroporto a fare i check in negli sportelli automatici, visto che dalle app per qualche strano motivo non si riescono a fare! Facciamo il chek in per evitare file la mattina seguente alle 4,30 e poter lasciare il bagaglio in velocità! Però così non sarà, Lufthansa ci farà comunque fare la fila a tutti senza distinzioni, facendoci penare per un’ora, per  poi dover correre ai controlli ed al gate! Per fortuna che i tedeschi sono considerati un popolo ben organizzato! Lasciare un banco solo per il drop off del bagaglio sarebbe stato troppo banale, lo sappiamo fare anche noi italiani!!!

Ritorno dalla Norvegia sabato 14

Altro giorno, altri voli, altra angoscia di non essere imbarcati! A una settimana dalla partenza la situazione è decisamente precipitata e partire da Oslo verso l’Italia, che è diventata tutta zona rossa, per andare a recludersi in casa è abbastanza angosciante in molti sensi!

Oggi  inizia il rientro vero e proprio e la parte davvero difficile, almeno per me che atterrerò a Milano e dovrò arrivare a Ravenna con una specie di percorso ad ostacoli dal coefficiente di difficoltà 10/10!

Ricapitolando Avm mi ha riprotetto il volo, ma su Milano, quindi sabato 14 marzo in piena pandemia dovrò attraversare mezza Italia!

Atterrata a Milano e ritirati i bagagli metto il naso fuori per la prima volta in terra italiana, lo scenario è di quelli apocalittici post atomici, non c’è nessuno, non un’anima, il tabellone degli orari dei pulman per Milano Centrale però espone tutti gli orari regolarmente come se tutto fosse regolare, nessuno si è preoccupato di metterci un avviso. Attendo con la speranza che, se pur ridotti qualcuno ci sia, come avevo letto il giorno prima sul sito.

Passano i minuti, ma la situazione non cambia, arrivano altri passeggeri, ma nessun bus. Controllo il sito dei Malpensa bus e scopro che oggi vi campeggia la scritta “Si informano i passeggeri che dal 14 marzo 2020 saranno sospesi tutti i collegamenti bus da/per Malpensa. Rimane attivo il collegamento ferroviario con la stazione di Milano Centrale tramite il servizio Malpensa Express.” Informo della news anche gli altri che con me si sono ritrovati ad attendere le navette (a debita distanza) e mi dirigo verso la stazione del Malpensa Express insieme ad un’altra compagna di viaggio anche lei senza bus. Non incontriamo anima viva per tutto il tragitto fino alla biglietteria, inquietante, sembra di essere davvero il giorno dopo una catastrofe!

Per fortuna il treno passa di lì a poco e possiamo lasciarci alle spalle questa desolazione per giungere ad un’altra, la stazione centrale di Milano, non l’ho mai vista così desolata ed abbandonata! Ora viene il difficile, dovrei attendere qui due ore e mezza l’unica frecciarossa  in transito per Bologna nel pomeriggio, ma ovviamente le sale d’attesa sono chiuse, i vari servizi di ristoro sono chiusi, c’è un solo piccolissimo bar aperto presidiato dalle forze dell’ordine che fanno entrare non più di due persone alla volta a consumare un caffè e poco altro in piedi e a distanza di sicurezza. Osservo questa scena da lontano e rabbrividisco!

Abbandono l’idea di potermi sedere da qualche parte, le sedie sono poco meno di una decina e ci si può sedere a sedute alterne ed ovviamente sono già occupate, la restante poca gente che popola la stazione è accampata qua e là sparsa a terra. Non ho nessuna intenzione di appoggiare nessuno dei miei zaini a terra! Così, stoica, me li tengo in spalla uno dietro e uno davanti, mi sento una tartaruga ninja! Trovo un sostegno sul quale scaricare un po’ il peso, ma nel frattempo è passato solo un quarto d’ora… sembrano le due ore e mezza più lunghe della mia vita e non sono certa di resistere tutto questo tempo in piedi con 20 kg di peso sulle spalle! Il silenzio di questa stazione è interrotto solo da angoscianti annunci che ricordano di tenere le distanze di sicurezza e dal gracchiare dei corvi,  non sapevo nemmeno ci fossero in stazione Centrale i corvi, sembrano attendere che io stramazzi a terra dalla fatica per approfittare di un pasto facile!

Aspetta e aspetta, una voce annuncia un Italo per Salerno, mi chiedo se per caso passi per Bologna, verifico immediatamente sulla app l’itinerario e corro verso il binario, chiedo al volo alla controllora a terra se sono ancora in tempo per acquistare il biglietto e salire. Mi conforta dicendomi Si!!! Salgo acquistando il biglietto e  finalmente mi posso sedere! non ci posso credere quasi un’ora prima di quanto preventivato! Annullo il biglietto per la frecciarossa (per fortuna rimborsabile) e mi rilasso un po’ senza toccare niente!

L’ultimo ostacolo tra me e la quarantena a casa mia, è la coincidenza col regionale a Bologna centrale che devo prendere al volo perché tra l’arrivo dell’Italo e la partenza del regionale ci sono poco più di 10 minuti e devo risalire in superficie dalla stazione dell’alta velocità! Miracolosamente ce la faccio e riesco ad arrivare a Ravenna per le 19.15 in una stazione che chiamare deserta è un complimento, anche qui echeggia inquietante il solito avviso. Ultimi minuti di tragitto a piedi fino a casa e ce l’ho fatta! Ora sono ufficialmente in quarantena come il resto d’Italia!!!

4 pensieri riguardo “Ritorno dalla Norvegia ai tempi del Coronavirus

  1. Molto bella la descrizione del viaggio/peripezia e le foto che l’hanno accompagnato, hai descritto molto bene la paura e anche l’angoscia di non poter rientrare in Italia. Brava Raffa!!!!!!

ciao, sarò felice di leggere i tuoi commenti

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